comunicazione, Raw Signs Studio Editoriale

La favola e la realtà

IMG_20180530_163930Siamo abbastanza allenati a sognare?

Alla fine di ogni anno scolastico molti istituti organizzano spettacoli teatrali, concerti, saggi di danza, esposizioni artistiche, docenti eccezionali insegnano l’arte, i sogni, la musica e con la collaborazione dei genitori inscenano racconti, emozioni.

Perché lo fanno? Perché tante energie e tanta attenzione per attività che in un passato neanche troppo lontano erano quasi vissute come un “dopo scuola”?

Probabilmente perché sta diventando vitale, in questa nostra epoca liquida e veloce, dare ai bambini, alle giovani generazioni, ai piccoli studenti, gli strumenti per affrontare non solo le sfide future nei diversi campi professionali che li vedranno protagonisti, ma anche quelli per tener testa ai momenti indigesti della propria vita, perché crescendo ognuno di loro si accorgerà che per esistere avrà bisogno di resistere, di cucire la propria armatura, riempirla e capire che il sogno deve diventare un bisogno.

Il libro più letto al mondo e tradotto in tutte le lingue al pari solo della Bibbia è quello che racconta la storia di un bambino che non è neanche un bambino ma un pezzo di legno, uno che la vita la vuole ingoiare invece che masticare e non a caso è una delle storie più amate dai bambini di ogni epoca.

Quella storia è la storia di Pinocchio e la classe Quinta dell’Istituto Primario di Ferrazzano l’ha scelta per metterla in scena con l’intenzione di affrontare, dietro un costume e con un po’ di trucco, le contraddizioni che sono la bellezza e la disperazione della vita stessa.

I piccoli interpreti guidati dalle loro maestre hanno dimostrato a se stessi e ai loro genitori che facevano da pubblico attento, che possiamo chiudere gli occhi e diventare il grillo parlante, giocare ad essere un gatto, avere i capelli azzurri e una bacchetta magica; quei bambini ci hanno insegnato che per passare dal legno alla carne, per essere un uomo, per diventarlo, ognuno di noi deve saper sognare, ci hanno spiegato in una recita scolastica che ognuno di noi, per poter dire “domani”, deve cantare sempre la FANTASIA.

Teresa Lembo – Corsista Master Giornalismo Comunika

 

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