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Raw Signs ripubblica in digitale le lettere argentine di Luigi Barzini del primo Novecento

Una delle possibilità che la tecnologia può donare è legata al suo rapporto con il concetto di tempo.

Il digitale ha la capacità di essere strumento per accedere a contenuti importanti  e di conseguenza il potere di offrire l’opportunità di fruire di questi nel tempo.

Questo è ciò che avviene con Re-Public la nuova collana digitale di Raw Signs, dove vengono ripubblicate opere che altrimenti cadrebbero nel dimenticatoio e che, invece, secondo Raw Signs hanno ancora molto da dire.

Re-Public esordisce con “L’Argentina vista come è” di Luigi Barzini, una raccolta di lettere pubblicate dal Corriere della Sera nel 1902.

Carmine Aceto ci restituisce la testimonianza di un grandissimo giornalista italiano e con una sua originale introduzione ci guida nella lettura.

Agli inizi del 900′ generazioni di migranti italiani si imbarcano per l’Argentina alla ricerca di una vita migliore, ma ad attenderli non ci sono nuove opportunità, ma un’esistenza abitata da sofferenze estreme.

“L’Argentina vista come è” raccoglie le lettere di Luigi Barzini, inviato del Corriere della Sera che si imbarca insieme a milioni di migranti italiani per comprendere cosa rappresentasse per loro Ll’Argentina.

Barzini si documenta sul campo e ci informa sulla condizione dei suoi connazionali che partono attratti dalle false promesse del governo argentino che li conduce alla rassegnazione e li rende prigionieri.

Uomini e donne abbandonati alla miseria e agli stenti, costretti ad adattarsi a qualunque tipo di lavoro per tentare di sopravvivere, povera gente sfruttata come merce che arriva in abbondanza e a basso prezzo e che rappresenta la vera ricchezza del paese.

Barzini ci racconta una verità e ci porta a riflettere sul concetto stesso di emigrazione e i sentimenti che lo compongono, emozioni più che mai attuali e  che ci aiutano a ripensare il nostro oggi.

Raw Signs con la sua nuova collana Re-Public ci sostiene in una rilettura del passato e ci mette a disposizione frammenti della nostra storia.

Guardando indietro riusciamo a comprendere che ciò che è  trascorso può aiutare a comporre con consapevolezza il presente.

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